No.235494[Rispondi]
Ci sono posti su Internet che sembrano progettati apposta per dimostrare cosa succede quando una comunità smette di avere qualsiasi scopo. Nessuna discussione interessante, nessuna idea originale, nessun contributo utile: solo razzismo fine a sé stesso, retorica incel riciclata da dieci anni, flame interminabili tra persone che probabilmente, nella vita reale, non avrebbero il coraggio di guardarsi negli occhi.
La cosa più deprimente è che spesso non c'è nemmeno un vero conflitto. Ci si insulta per sport, si costruiscono nemici immaginari, si alimentano polemiche su questioni irrilevanti, come se passare ore a digitare offese fosse una forma di realizzazione personale. È l'equivalente digitale di urlare contro un muro aspettandosi gli applausi.
Il razzismo viene trattato come una personalità, il vittimismo come un'identità e il cinismo come un segno d'intelligenza. In realtà è solo una gigantesca perdita di tempo, popolata da persone convinte che ripetere provocazioni logore le renda anticonformiste, quando sono semplicemente prevedibili.
E poi c'è il paradosso più divertente: mentre qualcuno passa la giornata a collezionare litigi online, c'è chi si alza la mattina come me, lavora, guadagna i suoi 3.000 euro al mese e, finito l'orario, ha ancora energie per vivere una vita vera. Il tempo è una risorsa limitata: c'è chi lo investe in costruire qualcosa e chi lo brucia litigando con sconosciuti dietro un nickname. Alla fine, il conto lo presenta la realtà, non Internet.
Se un'intera piattaforma vive di odio gratuito, provocazioni sterili e utenti che sembrano fare a gara a chi è più tossico, il problema non è la libertà di parola. È la totale assenza di qualcosa di meglio da fare.
9 post e 3 risposte con immagini omesso. Premi rispondi per mostrare. No.235526
>>235519Comunque tu non sai parlare l’italiano per più di un periodo.
No.235528
>>235526Teoricamente quello che non sa fare le cose sarebbe chi non è in grado di affrontare le strutture complesse.
Almeno finora.
Poi oggi è scienza non saper definire cosa sia una donna e quindio ci ritrioviamo con le usciote come le tue, che una volta uno si sarebbe vergognato ad ammettere, che oggi pretendono pure d'esser atti d'accusa.
No.235548
>>235526Ovvio che non sa scrivere, è un N E G R O
No.235555
>>235519"si chiama presunzione e finirà in merda". Tradotto: siccome non ho un'argomentazione verificabile, profetizzo genericamente una catastrofe. È una tecnica antica: si sostituisce il ragionamento con l'oracolo. Se poi un giorno qualcosa va storto, si esclama "ve l'avevo detto". Se non succede, nessuno se ne ricorda.
Il punto divertente è che accusi gli altri di presunzione mentre pretendi di aver sintetizzato migliaia di anni di storia umana in tre righe e una metafora edilizia sbagliata. È il classico effetto di chi confonde la sicurezza con la competenza: più il ragionamento è povero, più il tono diventa apodittico.
Vado a dormire ora.
No.235590
>>235555Quindi hai esempi di multiculturalismo funzionante dda qualche parte del mondo, si?
Ma di sicuro ci che non è mi accaduto accadrà proprio oggi.