Mi chiamo Luca, ho 26 anni. Lavoro in fabbrica, faccio i tre turni e passo otto ore al giorno in piedi davanti a una pressa a controllo numerico. Porto a casa i miei milleseicento euro al mese spaccandomi la schiena e respirando olio emulsionato. Non mi pesa affatto offrire una cena, ci mancherebbe, ma i soldi me li sudo davvero, e se mi accorgo che mi stai usando per fare la bella vita a mie spese, divento la persona più cinica del mondo.
Esco con questa ragazza conosciuta sui social. Faccia d'angelo, profilo curatissimo. La passo a prendere con la mia macchina e andiamo in un ristorante di pesce piuttosto rinomato in centro, uno di quelli dove di solito vado solo per le occasioni speciali.
Ci sediamo. Non faccio in tempo ad aprire il menù che lei ha già sequestrato il cameriere. Non mi guarda, non mi chiede cosa prendiamo, o se ho preferenze. Si rivolge a lui e dice: «Allora, per me il plateau royal di crudi, un antipasto di capesante e come primo l'astice. Da bere portami quel Franciacorta millesimato».
Faccio un calcolo mentale veloce: plateau 70 euro, astice 40, bottiglia 80. Eravamo a quasi 200 euro di conto in quaranta secondi netti. E io dovevo ancora ordinare un semplice spaghetto alle vongole.
Ora, duecento euro sono i soldi che guadagno incastrando quattro turni di notte di fila. Fosse stata una ragazza con cui c'era chimica, una che si interessava a me, avrei stretto i denti e pagato col sorriso. Ma per l'ora successiva lei ha passato il tempo a farsi selfie con le ostriche e a postare storie per far vedere alle amiche dove stava mangiando, rispondendomi a monosillabi senza mai farmi una domanda su di me o sulla mia vita. Non ero a un appuntamento, ero il suo sponsor ufficiale.
Quando finiamo di mangiare, lei tira fuori il rossetto e si specchia nel telefono, palesemente annoiata.
È lì che ho preso la mia decisione.
«Vado un attimo a lavarmi le mani,» le dico, alzandomi e prendendo la giacca dalla sedia. Lei non alza nemmeno lo sguardo dallo schermo.
Vado verso il bagno, giro l'angolo, ma punto dritto alla cassa. Dico al proprietario: «Senta, io ho mangiato solo lo spaghetto e l'acqua. Quanto le devo?».
«Ventidue euro.»
Glieli do in contanti, esco dalla porta principale, salgo in macchina, metto in moto e me ne vado.
Venti minuti dopo, mentre sono già sulla statale per tornare a casa, il telefono esplode. Messaggi a raffica.
«Ma dove sei finito???»
«Il cameriere mi ha portato il conto!»
«S
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