>>235166Tecnicamente l'inginocchiarsi è l'atto di maggior umiliazione possibile (perché se qualcuno in piedi te le suonasse, riusciresti poco a difenderti).
Nella liturgia cattolica tradizionale in vigore fino agli anni '60, la messa durava 30-35 minuti al massimo, e gran parte del tempo lo si passava in ginocchio (cioè nei riti di introduzione, consacrazione, ecc.)
Alla messa moderna, in vigore obbligatorio dalla fine del '69, si è allungato il brodo (letture, prediche, miniprediche, sfilate, schitarrate, eccetera) e quindi istintivamente la gente sta seduta per più tempo possibile (non vorrai mica passare gran parte di quei 55-70 minuti in ginocchio?), al punto che già dai primi anni '70 si è drammaticamente ridotto il numero di inginocchiatoi, di cuscini sugli inginocchiatoi, ecc.
Maometto ebbe la geniale idea di fabbricarsi una religione con la quale unificare le tribù di beduini e predoni della zona. Prese spunti da ebraismo, cattolicesimo e altro, aggiungendovi dettagli comodi per i beduini: "il maiale è impuro", giacché rubarne uno e portarselo via richiedeva troppa fatica (e un po' anche perché con quel caldo la carne di maiale sarebbe stata problematica da digerire); "il cane è un po' impuro", perché abbaiava per svegliare le vittime dei loro furti, e così via.
Il bello è che la sua predicazione venne messa per iscritto secoli dopo, per cui nel corso degli anni è variata parecchie volte (sempre per adattarsi alle esigenze del momento), e infatti esistono più versioni del Corano, e più tradizioni (risalenti a tale o talaltro parente/discendente del Maometto), e persino errori di traduzione (la faccenda delle 72 vergini compare all'improvviso e fuori dal contesto di "ruscelli di latte e miele" in cui si trovava), motivo per cui i musulmani non hanno mai accettato una revisione critica dei testi.
Infine, così come la cristianità è divisa fra cattolici, eretici protestanti, scismatici d'oriente, ecc., che si detestano a vicenda, così il mondo muslimslamico è diviso fra sunniti, sciiti, wahabiti, sufi, ecc., che si detestano a vicenda.