>>218704C'è una vasta quantità di esperienze di pre-morte, note anche nell'antichità, cioè non è un fenomeno recente. Di recente c'è solo il fatto che se ne parli anche nella comunità scientifica, sebbene poco e con la ritrosia di chi non vuole essere etichettato come religioso bigotto.
Eppure è l'ennesima conferma di ciò che i cristiani vanno dicendo da due millenni.
Cioè che la vita non è solo fisica, non è solo quella del corpo, non finisce con la morte.
Ed anche che le cose ingiuste fatte in vita (anche ingiustizie apparentemente piccole e irrilevanti) saranno da "pagare" dopo la morte (e con salatissimi interessi).
Vale ovviamente anche l'opposto, cioè che le cose giuste fatte (anche piccole e dimenticate e irrilevanti) verranno in qualche modo premiate (e con enormi interessi positivi).
Sennonché le ingiustizie sono da catalogare come male infinito (cioè una vita fatta di tante bontà ma con anche una sola ingiustizia deliberata e consapevole e grave di cui non ci si è seriamente e sinceramente pentiti) comporta la dannazione eterna (cioè la sofferenza eterna). Per esempio i fessi credono di porre fine alle sofferenze facendo an hero, e invece si guadagnano la sofferenza eterna. Altro esempio, i furbacchioni credono che le seghe non siano poi così gravi, e invece…