>>242420Sta cosa dei cinesi che fingono di essere giapponesi è risaputa da tantissimi anni prima del 2011.
In realtà è solo ultimamente, forse dal covid, che stanno iniziando a spuntare abbastanza come funghi attività gestite da giapponesi reali e non necessariamente solo ristoranti.
Per esempio ho scoperto che c’è un giro di giapponesi in Italia che sono collegati direttamente al paese/area dove fanno la Donabe che ho preso, infatti sono molti di loro a mettere i me piasa ai video, e così sbirciando i profili vedo che gestiscono negozi online di ceramiche, pentole, oggetti per la casa importati, c’è quella che si occupa di fare i corsi di calligrafia giappa, c’è quella che fa la cuoca e tiene lezioni casalinghe e in posti sparsi per il nord, e così via, ma la cosa che più mi ha spiazzato è che dal Giappone mi scrivono in italiano e sono certo che non usino il traduttore perché ci sono alcuni errori tipici nei pronomi e plurali, cose che il traduttore non sbaglia.
Mi stavo chiedendo, chissà se sono westaboo dell’Italia o semplicemente sono expat che hanno fatto networking(tm) ed importano cultura e prodotti qui.
Alla fine fanno ciò che gli piace, la gente apprezza e sono anche contenti visto ciò che scrivono.
Non nasconderò che sono invidioso, perché se andassi io in Italia scommetto che non sarei in grado di fare una cosa del genere perché gennarino deve fare la cresta, calogero fa sparire le tolle di pelati che cascano dal camion e se le porta a casa perché gli ricordano mammà e poi Ambrogino che non ha intraprendenza e dovendo fattoorare ha interesse solo nel brevissimo termine.
Comunque mi piacerebbe lavorare con loro, devo capire come, in realtà anche l’idea di imparare a fare le ceramiche mi sembra molto gagliarda.