Questa notte ho fatto un sogno strutturato a matrioska:
io sognavo di sognare che un abate un po cruento,
dopo avermi esaminato, mi ordinava di svegliarmi.
Io ubbidiente gli ubbidivo,
cioè sognavo di svegliarmi;
e me lo ritrovavo accanto con quel fare suo cruento,
lui che mi riesaminava, io che gli chiedevo affranto:
"Dimmi, abate, perché insisti nell'esaminarmi attento? Ho commesso forse un atto che fu inviso all'abbazia?".
Egli, colto alla sprovvista, non sapendo fare meglio, mi ordinò seduta stante di procedere a un risveglio.
Qui il mio incubo, bel lungi dal confondersi, si appiana perché torno al vero sogno dove incontro una puttana.
- Oh, Buongiorno! -, mi rincuora quel simpatico donnone;
mentre prende il sopravvento io le grido: "Giovamento!",
poi propongo delle rate.
Lei si arrabbia e chiama: - Abate! -. - Chi mi chiama? - esclama quello con incedere cruento;
"La puttana!", io commento roteando il polpastrello.
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