>>215629in realtà è orribilmente semplice:
1. ha abbastanza fede
2. desidera così tanto celebrare i sacramenti e insegnare le cose della fede e della morale, che il sacrificare la vita sentimental/matrimoniale/sessuale non gli pare un grosso sacrificio.
Dunque il problema della Chiesa moderna l'ha creato il Concilio Vaticano II (1962-1965), che è stato organizzato proprio quando un sacco di gente voleva fare una qualche rivoluzione nella Chiesa (chi voleva spazzar via il latino, chi voleva "girare gli altari" verso il popolo, chi voleva eliminare l'abito ecclesiastico, eccetera), e quindi anche se il Concilio ha detto un sacco di robe complicate e fumose, ogni aspirante "rivoluzionario" l'ha usato come scusa per far passare la propria rivoluzioncina.
Risultato: forse non capivi niente nella liturgia tradizionale in latino, ma almeno aveva una sua serietà.
La liturgia moderna (le pagliacciate di parrocchia con quelle canzonette imbecillissime) forse ci capisci qualcosa, ma non ha più una sua serietà.
Sicché le vocazioni diventano deboli almeno sul punto 2: a fare l'animatore-presentatore-intrattenitore-celebrante, prima o poi ci si stufa.
A volerla dire tutta, diventano deboli anche per il punto 1 perché la liturgia rispecchia inevitabilmente il modo di vivere la fede. Se la tua fede è una carnevalata, non vorrai liturgie sobrie e solenni ma vorrai carnevalate. Se la tua fede è una cosa seria e solenne, vorrai una liturgia sobria e solenne.
Mutatis mutandis, vale anche per le altre forme di vita religiosa (monasteri, frati, conventi, suore, società di vita apostolica, istituti di vita consacrata, eccetera.