Storia vera d’infanzia / baaw:
In terza elementare dovetti cambiare città e iniziai il quarto anno in una scuola nuova con compagni nuovi, e li conobbi tra gli altri quella che diverrà la mia migliore amica.
Nei due anni di scuola diventiamo subito amici e ci vogliamo bene, lei oltretutto è bellissima, ha un viso candido, è molto intelligente ed chiaramente la donna perfetta perchè (siamo a fine anni ‘90) gioca ai videogames da maschi, gioca duro con i Pokémon e le relative figurine/carte, inoltre disegnava benissimo e rideva sempre alle mie battute edgy e volgarità varie, punto bonus ma non importante è che era molto benestante di famiglia, qualche volta ero stato a casa sua ed era immensa.
Durante le estati e le pause estive, specialmente dopo la quinta elementare quando le nostre strade scolastiche si separarono, ci scrivevamo delle lettere per tenerci in contatto (niente e-mail bei tempi) e ad un certo punto dopo il diplomino delle elementari questa amica comincia a scrivere che si è innamorata di me, credo di aver conservato tutte le sue lettere o quasi, e in una missiva molto intima e comfy nella quale si dichiara mi chiedeva anche cosa ne pensassi del fatto che voleva farsi il buco alle orecchie.
Avanti veloce così arrivo al punto, dopo tutte queste dichiarazioni alle quali io rispondo “anche io provo le stesse cose”, ci vediamo a casa sua un sabato pomeriggio come avevamo fatto da sempre prima, per giocare ai giochiiini e altre cose, solo che quel giorno era diverso perché non eravamo più due bambini ma due neo fidanzatini, quindi entrambi eravamo un po’ timidi.
Io volevo baciarla e non lo nascondevo, cercavo il momento adatto per entrare in intimità, però forse lei era in imbarazzo poiché a casa c’erano i suoi genitori, quindi uscimmo a portare il suo cane a fare due passi ma neanche all’aperto riuscimmo a combinare alcunché, nemmeno in ascensore durante la salita a casa…insomma per farla breve non combinai un cazzo e tornai a casa “con le palle blu”, la prima di molte altre volte durante la mia vita di vergine, iniziando a provare una certa rabbia per il fatto che avesse fatto tutto lei da sola e non avesse poi voluto concludere nè darmi almeno un bacetto o un abbraccio.
La cosa assurda è che per alcuni mesi successivi ci scrivemmo lettere come al solito raccontandoci cosa accadeva alle scuole medie e lei mi diceva che mi amava e pensava costantemente a me, io non ricordo cosa scrivessi ma ho
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