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 No.731

Sebbene so che non siete avvezzi al mondo di linux, vi devo chiedere una cosa. Breve panoramica, uso il pc per ""lavoro""/studio/giochi e in sostanza su windows queste esigenze vengono soddisfatte senza troppi problemi. Su linux idem con patate sebbene per il lavoro e lo studio ho più cosucce comfy, ma per quanto riguarda i giochi ci sono dei problemini… Innanzitutto su linux i driver nvidia fanno cagare (perchè closed source) e i protocolli di composizione causano dei problemini quando i giochi sono in fullscreen (sto in Wayland)… In sostanza? I giochi girano anche meglio grazie a proton e steam (per non parlare degli emulatori tipo RPCS3 che fanno girare i giochi manco li stessi eseguendo su una ps3…) , se li metto in fullscreen (o in modalità finestra senza bordi) fanno artefatti (causa i compositori e i driver sopracitati). Percui posso giocare solo in finestra a qualsiasi risoluzione… Dite che ne vale la pena? Chiedo per capire la situazione da un punto di vista differente dato che non conosco nemmeno io bene le mie stesse esigenze

 No.732

File: 1704226059696.png (3.41 MB, 1920x1080, ClipboardImage.png)

>>731
La filosofia di Unix era scambiarsi dei sorgenti e avere degli standard da rispettare, al di là dei quali ognuno faceva quel che gli pareva.

Dunque la piaga trentennale di Linux è stata non avere uno standard (perfino Posix non può stabilire come si deve comportare una scheda grafica o un programma che ha bisogno di real-time come ad esempio un gioco che deve emettere frames in freesync).

Inoltre è colpa di Microsoft se si è tutto unificato verso la "compatibilità con MS Office", quindi se Microsoft abbraccia quella merda di formato che è il PDF (che è praticamente un Postscript con alcuni pezzetti compressi e altri madornali errori di progetto, messo su in fretta e furia perché Adobe aveva fretta di comandare sul mercato).

Insomma, l'appiattimento c'è stato dove non ci doveva essere (e per colpa di chi voleva governare il mondo: Microsoft, Adobe, Apple…), e la standardizzazione non c'è stata perché un gioco ha dei requisiti piuttosto stretti quanto a uso di periferiche, grafica, risorse cpu, ecc.

A me è bastato pazientemente ridimensionare la finestra dei giochi in "grossa quanto il monitor principale" in modo da non dover usare il fullscreen che spesso è buggato. Ma mi secca vedere l'usaggio della cpu a manetta.

 No.733

>>732
Io sto buttando il sangue con sto Wayland… Rispetto a X11 riesce a gestire meglio il desktop (fluidamente) sui miei due monitor (uno @166Hz e l'altro a 60Hz) ma in gioco glitcha a merda se non è in finestra alla stessa risoluzione del monitor…

X11 totalmente opposto, esperienza desktop laggante e merdosa e in gioco si comporta ottimamente… Un anon del 4 mi ha consigliato di disattivare il compositore per avere il dektop più fluido, ma una volta sembra andare e le altre 4 no…

 No.734

>>733
X11 è letteralmente da buttare: inventato nei primi anni '80, sulle schede grafiche esistenti all'epoca, con i processori esistenti all'epoca, e con l'idea che il futuro sarebbe stato al massimo qualcosa di più veloce e con più memoria.

E invece.

Da molti anni non lo aggiornano più perché se pocopoco guardi da lontano il codice, crasha tutto (compatibilità, configurazioni, librerie, tutto).

Wayland andrebbe preso a pedate, ma almeno si basa su alcuni concetti "moderni" (l'idea che diversi monitor potrebbero avere diversa risoluzione, diversi fps, ecc.), e fa larghissimo uso di "callback" (letteralmente ogni sua funzione che chiami, gli devi passare un parametro tipo "quando hai finito questo, chiama questa mia funzione").

Ovviamente la soluzione non è Wayland, che ha già dieci anni di vita e non è ancora considerato "maturo", ma almeno consente di buttar via X11. La soluzione doveva essere l'unificare il formato delle schede video, perché è assurdo che ci sia da sviluppare librerie complicatissime (tipo Vulkan) per "unificare" le cazzatine commerciali (di pratica sleale), fermo restando che le schede video sono praticamente dei computer specializzatissimi (a cominciare dalla memoria).

Io mi son convinto che è inutile inseguire il gaming: invece di spendere 1500 per un pc gaming decente e 500 di giochi (quelli non piratabili), quando puoi spenderne spendi 500 di console e 1500 di giochi, e l'esperienza totale è molto meglio e dura pure più anni (siamo nel 2024 e la gente compra ancora PS4, dopotutto una mezza dozzina di buoni titoli giustificano già l'intera spesa).

Dunque, che il PC faccia il PC (browser, office, giochini merdosi), e per i giochi seri si metta mano al dispositivo apposito. BTW io prenderei la Switch, perché i giochi in 4k 144Hz non danno molto più gusto rispetto a 720p 60Hz. La guerra sulle risoluzioni è conclusa, fra 10 anni saranno tutti a 4k perché i ricchi che hanno comprato il tv 8k si saranno resi conto di non avere qualcosa di riconoscibilmente superiore a quello del poveraccio col 4k (servirà uno schermo 99 pollici e starci davanti a 10 centimetri per capire se un gioco sta andando in 4k o 8k).

Prevedo che la prossima generazione ("PS6"? magari già sotto sotto la Switch Pro?) batterà forte sull'esperienza immersiva; non necessariamente virtual reality, può anche bastare un set di nuovi controller, tipo per esempio immagina avere roba da legarti alle braccia, collo, piedi, che dà un feedback anche solo di vibrazione, in aggiunta a controller separati (che non ti costringono a tenere le mani vicine), e ad altri sensori da allestire prima di giocare, in modo da non dover usare solo le dita (cfr. ad esempio il successone dei vari Ring Fit Adventure). L'altra rivoluzione - che però costa ancora troppo in termini computazionali - sarà il realismo fotografico (non più scenari disegnati, non più i colori pastellati di Stray). Quanto agli altri sensi (olfatto, gusto, tatto) sono decenni che ci stanno provando ma è difficile inventare qualcosa che non provochi class actions, fallimenti epici, o almeno esperienza d'uso non "meh".

 No.737

Passo di qui solo per percularvi e ricordarvi che anche se fingete di essere espertoni con opinioni trpp paxxe su linux statisticamente nessuno di voi ha alcuna conoscenza reale, non avete mai guardato i sorgenti e mai li guarderete

 No.738

>>737
Io li ho guardati.
Non ci ho capito niente.
Funzionava.
L'ho installato, e da decenni non ho più avuto bisogno di installare antivirus, fare scandisk, ecc.

Tanto, il 99% del tempo lo passo fra i tab di Firefox.

 No.741

>>737
>GNNNIUUOOOOO GNIU/LINUCS NON PUOI USARLO SE NON GUARDI I SORGENTI E SE NON HAI PASSATO LA TUA VITA STUDIANDO OGNI LINGUAGGIO ESISTENTE E NON HAI ALMENO 50 PROGETTI FALLITI SU GITHUB COME ME NON DEVI NEANCHE PENSARE AD INSTALLARLO DEVI STARE SEMPRE SU UINDOWS E SU MECÒS COSÌ POSSO CONTINUARE A FARE L'ALTEZZOSO SACCENTE ELITARIO E TENERE LONTANA GENTE COME TE DAL MIO GIOCATTOLINO PRIVATO GNNIUOOOO
haha pacman -Syu fa brrr

 No.742

>>738
>>741

Io non lo uso, non guardo i sorgenti, non me ne frega un cazzo
Ma non do opinioni forti su componenti di un sistema operativo di cui non so un cazzo
Csd

 No.743

>>741
i pruggggettt si mettono su gitlab, non su github

e comunque si mette solo quando c'è un MVP (minimum viable product, cioè qualcosicchia ha da funziunà), sennò fai la figura del merdone che carica 50 progetti che non ne funziona manco uno

 No.744

>>743
>i pruggggettt si mettono su gitlab, non su github
ok disoccupato

 No.782

>>737

Che sorgenti devi guardare?

Per quanto riguarda le coreutils, ogni programmino è un file di 80 righe, scritto senza nemmeno un commento, potenzialmente leggibile da chiunque.

Se poi vuoi leggere tutta la baracca, kernel, X11, libc, lib qui liblà, penso che non ci sia uomo sulla terra che sia riuscito nell'impresa.

 No.784

File: 1705486959527.jpeg (3.41 MB, 6883x3150, F40.jpeg)

>782
> ogni programmino è un file di 80 righe

Ma infatti era quella la fatidica filosofia Unix. Fare una cosa, farla bene, farla in modo "riciclabile" a catena, farla in modo che disturbi il meno possibile, farla "rigorosa in output e liberale in input".

Poi arrivò quella merda di X11, e subito si disse che non avrebbe mai potuto girare su PC perché richiedeva "memoria virtuale indirizzabile a partire da zero" (cosa che il '386 già poteva fare, ma comunque).

Unix si è poi complicato fino all'impossibile. E quando è arrivato systemd a semplificare le cose, i vecchi barbogi hanno cominciato a brontolare.

Pic inqualchemodo relata: dimostrativo di programma CAD degli anni '90. Ci voleva qualche oretta per il render, certo.

 No.785

>>744
Ti conviene stare alla larga da qualsiasi cosa abbia a che fare con Microsoft: github e linkedin, per esempio. Ciò non toglie che avere un account github per commentare o inviare patch a software altrui, non è un collaborare alla malvagità microsoftiana.

Anche gitlab ebbe la grande idea di cancellare i repository gratuiti non più aggiornati da un paio d'anni, ma successe un tale clamore che cambiarono idea. Però hanno dimostrato di essere pronti a vendere/monetizzare i repository degli utenti. La soluzione, in fin dei conti, è il self-hosting.

 No.786

File: 1705487885763.jpg (39.57 KB, 474x592, easier.jpg)

>>782
I due principali orridi tumori dell'informatica contemporanea sono:

1) i concetti base di Unix, trattati come dogmi intoccabili

2) i concetti base dell'architettura Wintel, trattati come dogmi intoccabili

Riguardo al punto 1, infatti abbiamo files, devices, sockets, signals… quando tutto potrebbe (e dovrebbe) essere trattato come uno stream (da differenziare solo per costo di accesso, costo in termini di tempo/risorse/…)

Dato che tali concetti non si prestano alle necessità moderne, e dato che ancor oggi Linux è scritto in C, c'è stato il caos in termini di passaggio da 32 a 64 bit (per fortuna i 128 sono ancora lontani), e hanno dovuto inventarsi un mucchio di robe astruse (memfd, mmap, signalfs, cgroups…) e quindi "Unix" è cresciuto da poche decine di syscalls a parecchie centinaia, la glibc è di una vastità oceanica (ed è lo standard de facto), e comunque tutti i processi debbono fare diverse acrobazie (cessione privilegi, attesa inizializzazioni altrui, verifica pidfiles, private tmp, chroot o almeno ingresso nella propria working directory…) e qualcuno fa anche porcate (come il doublefork per liberarsi dall'init).

Il bello è che quando è arrivato systemd (che ti consente di scrivere nel file .service le constraints per partire: dipendenze, user, privatetmp, addirittura workingdirectory, delay casuali prima dell'avvio, socket di attivazione…), tutti i vecchi barbogi hanno sbroccato alla grande, perché per loro è inconcepibile che un file di testo di 15 righe eviti di scrivere 300 righe di codice dell'inizializzazione di un servizio.

Riguardo al punto 2, chiedetevi ad esempio perché una scheda grafica non è semplicemente un enorme banco di memoria lineare e un comando per dire quale fetta di bitmap vuoi visualizzare (e su quale uscita video). E non parliamo di stampanti, di schede audio, di webcam… Il wintel è stato il cancro dell'informatica da 50 anni a questa parte.

 No.795

>>784
X11 è in giro dagli anni 80 se non sbaglio

>>786

La filosofia Unix è sicuramente da rispettare, ma la realizzazione attuale esempio distro Linux o freebsd per i coraggiosi, secondo me sono un po' datate, guardando per esempio a Windowsino mi piace molto l'interfaccia ad oggetti della shell, invece della galassia di file che ha Unix dove ogni cosa è un file…

 No.796

gogs piscia in culo a gitlab ripeto gogs piscia in culo a gitlab passo e chiudo

 No.797 RABBIA!

>>796
qui è rabbia, non salvia evito di darti del fognarolo su /t/



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