>>245077Ti trovi nel 2001, hai 12 anni e sei al McDonald’s con i compagni di classe delle medie.
Avete appena finito scuola e siete entrati in 7-8, facendo un casino assurdo già in fila. Ognuno tira fuori le banconote spiegazzate dalla tasca e comincia a fare i conti per capire cosa può permettersi. Tu prendi un Big Mac, patatine medie e Coca-Cola, poi con le ultime mille lire ti concedi anche il gelato. Quello davanti a te prende i McNuggets perché “il pollo è meglio del panino”, mentre uno del gruppo ha già deciso che spenderà tutto in cheeseburger.
Vi sedete tutti insieme al tavolo, appoggiate gli zaini per terra e cominciate a mangiare velocemente perché avete ancora un’ora prima di tornare a casa. Le patatine finiscono subito e iniziate a rubarvele a vicenda. Uno ha il ketchup sul naso e gli altri lo prendono per il culo. Ridete per delle stronzate che tra due settimane non ricorderete neanche.
Dal televisore passa la pubblicità di qualche giocattolo o del nuovo Happy Meal. Fuori è ancora giorno, dentro ci sono quelle luci bianche, l’odore di fritto e il rumore continuo delle friggitrici e dei vassoi appoggiati sui tavoli. Ogni tanto passa qualcuno con un vassoio pieno e guardate cosa ha ordinato.
Ad un certo punto uno tira fuori il Game Boy dallo zaino e tutti gli si accalcano intorno per vedere il gioco. Un altro racconta una cazzata successa in classe quella mattina. Qualcuno deve andare via perché sua madre passa a prenderlo alle cinque, quindi parte il classico “dai ancora cinque minuti”.
Finite le patatine, vi alzate e andate a vedere i giochi nell'area bambini anche se ormai siete troppo grandi per starci. Prima di uscire restate altri dieci minuti davanti al McDonald’s senza fare niente, semplicemente perché nessuno ha voglia di essere il primo ad andarsene.
Poi arriva tua madre, saluti tutti dal finestrino e torni a casa con ancora addosso l’odore di patatine fritte. Domani a scuola parlerete di tutt’altro, ma per qualche ora siete stati convinti che non ci fosse posto migliore al mondo.