>>244415A me non frega niente del successo della vita altrui, come ho scritto alla fine mi fa piacere sapere che i bambini con il quale sono cresciuto alla fine sono diventati uomini e qualcuno ce l'ha pure fatta ad uscire "normale" secondo i canoni approvati dalla società™. Provo solo rabbia a sapere che fin dal primo giorno su questo pianeta ero predestinato alla nullità, era chiaro fin da quando ero all'asilo che in me ci fosse qualcosa di strano che non mi permetteva di sintonizzarmi con chi stava attorno a me facendomi vivere nel disagio perenne qualora fossi fuori dalla mia camera.
>>244416Non sono pazzo, ho iniziato ad avere attacchi di ansia verso i 16 anni evoluti poi in depressione quando andavo all'università, e questi cosiddetti amici all'epoca non batterono ciglio a sapere dei miei problemi, non dissero nulla sul fatto che prendevo psicofarmaci a 19 anni nel fiore della mia giovinezza, come sempre se sei uomo sei condannato ad essere invisibile e devi soffrire da solo mentre se fossi stato una donna avrei avuto la fila fottuta di gente che avrebbe perfino raccolto la mia merda da terra se ciò avesse voluto dire vedermi sorridere per un secondo.
Questo tipo in particolare si è rivelato poi un egoista, un npc senza anima, ma la cosa brutta è che è stata tutta colpa mia perché lo avevo già capito da tanti anni che in lui c'era qualcosa che non andasse nel modo con cui si rapportava a me, che passava da amico a uno che mi canzonava in gruppo per farsi vedere figo con gli altri alpha, passando poi per momenti in cui dimostrava di essere un robot sociopatico, come questo brutto ricordo che non dimenticherò mai:
Alle superiori mia sorella si fece regalare per il compleanno un criceto che poi divenne di fatto un animaletto della famiglia, nel suo essere un topino minuscolo ricordo che stava nella gabbietta lo mettevamo in cucina così quando facevamo colazione lui stava li che girava sulla ruota e nei tubi, mangiava i suoi semini e poi lo prendevamo in mano per coccolarlo.
All'età di due anni circa, che è l'aspettativa di vita di questi animaletti, gli venne un tumore alla guancia e una brutto pomeriggio piovoso tornai a casa dopo scuola venendo accolto da mia mamma che mi disse che il criceto era morto, per farmelo vedere nella vasca da bagno vicino ad una piccola pozza di pipì, coperto da un fazzoletto di cotone.
Rimasi turbato e triste nel vedere quel cosino tutto rigido morire, la sera lo seppellimmo in cortile ed il giorno dopo andando a scuola mi venne da piangere sulla strada verso essa e questo mio amico disse "Che hai da piangere? Era solo un criceto…" e in quel momento compresi che quella persona non aveva un'anima.
Risparmio altre storie e ricordi, ma dico solo che il muro era pieno di scritte e io da farabutto mammoletta che ha paura di tutto decisi comunque di stringere i denti e andare avanti con quei pochi amici che avevo per una sorta di codice d'onore tutto mio, perché ci si conosceva dall'asilo e non so, nella mia testa c'era una specie di patto di sangue per cui dovevamo essere uniti per la vita, salvo poi vederli sfilare uno dopo l'altro seguendo ragazze o semplicemente decidendo di abbandonare me e altri perché avevano trovato di meglio, senza il minimo rimpianto o anche dispiacere.
Anche oggi se dovesse mai capitare di vederne uno, ti fanno un saluto caloroso e dicono due frasi di circostanza per poi andarsene via come se niente fosse, ho notato però che ogni volta devono dirmi che il lavoro va bene e sono contenti, come se ogni singola volta dovessero usarmi come metro di paragone per la loro esistenza.
>oggi visione negativa ma domani magari le cose andranno meglio. Chi può dirlo.Lo dico io, porco dio, sono passati 20 dolorosissimi anni e ne ho quasi 40 oramai…non mi venire a dire che c'è tempo per fare questo e quello, per fare amici, per iniziare a lavorare e per resettare il cervello cancellando anni di mondo pagliaccio e nozioni sulla crudeltà degli ebrei, dei pedofili e di tutta la merda a cui sono stato sottoposto grazie ad internet.