>>228469la "nutrizionista" ne avrà assaggiata già troppa, pertanto ha rifiutato la tua proposta
by the way, doomscrollando doomscrollando sto acquisendo sempre maggior certezza che le femmine che si esibiscono online sono oggettivamente e misurabilmente più troie della media.
mi ricordo le compagnette di prima superiore che si scandalizzavano a sentirsi "guardate" (ed era freddo inverno, quando il multistrato di vestiti non lasciava molto da esibire)… salvo poi vederle pubblicare sui social fotine allusive in bikini.
ma come, prima fate le bavose isteriche "non guardatemi, perché gustereste gratis ciò che voglio vendere a caro prezzo!!"… e poi pubblicate sui pubblici social tutto ciò che i sullodati guardoni non osavano neppure sognare?
realizzai così, già da giovincello, che la femmina sa benissimo che il suo valore è esclusivamente quello di farsi spupazzare: ne è talmente certa che considera un furto, una violenza, un'intrusione, il venir guardata da chi non può (o non è autorizzato a) "comprare" i propri servigi sessuali.
e ne è talmente certa che anche quando pubblicizza qualche propria abilità (solitamente di scarso rilievo, come il cucinare, o del tutto inani, come il ballare o il truccarsi o l'advocatare qualche disabilità o qualche animale domestico), deve sempre esibire trucco, abitini attillati e fascianti, smancerie da mignottona a caccia di clienti.
se dunque è la stessa femmina a presentarsi come oggetto di spupazzamento, se è proprio la femmina ad oggettificarsi sessualmente, è legittimo che il maschio la valuti con due criteri:
1. body count, cioè se è "nuova" o "usata"
2. funzionalità accessorie, cioè se oltre a farsi chiavare ha altre utilità (lavare i piatti, fare il bucato, cucinare, eccetera).