>>227914È esattamente quel che s'era sempre detto: che sono i russi a decidere quando e come finisce il conflitto.
E siccome sono sempre stati vincitori – anche quando per utilità propagandistica (o per tendere trappoloni) fingevano di arrancare, cfr. l'epopea del Prigozhin della Wagner – sta' pur certo che più sono "pronti a incontrare" e più significa che hanno raggiunto i loro obiettivi; più Putin lamenta "perdite", e più significa che sono certissimi di aver completato il piano alla perfezione.
Si chiama
maskirovka, in italiano diremmo "dissimulazione". La descrive persino Sun Tzu ne
L'arte della guerra: è più importante confondere il nemico che attaccarlo, è più importante dargli false certezze e pericolose illusioni, che vincere una battaglia.
Fra l'altro, la strategia russa nel lungo termine prevedeva il crollo della NATO. Trump non vede l'ora di chiudere i rubinetti alla NATO, e Putin ha preso due piccioni con una fava: spazzato via l'Ucraina (l'intera classe lavoratrice, insegnante, dirigente, tutti crepati al fronte) e contemporaneamente ha costruito una situazione tale che nella NATO tutti vogliono fare "il frocio col culo degli altri".
Non solo la NATO è al capolinea, ma si è visto che "sul campo" i droni contano molto più delle ultimissime tecnologie in fatto di carri armati e aerei.
E comunque quel "volge al termine" era comprensibile da quando Putin ha tolto il benefit della cittadinanza russa per chi combatteva almeno un anno. Cioè da allora (sono passati molti mesi) era già programmato che sarebbe terminato in meno di 12 mesi.
Ma voi popolo bue, educati a credere ciecamente ai titoli del Post e del Corriere, siete incapaci di distinguere fra una guerra "persa" e una guerra "che non si può vincere". Vi mancano sia il pensiero strategico che quello tattico. Vi illudete di poter battere un campione di scacchi, senza sapere che ad ogni vostra mossa ha già previsto tutte le future contromosse e le vostre reazioni.