Domanda difficile. Quando parliamo di arte postmoderna, quindi roba tipo
https://en.wikipedia.org/wiki/%22Untitled%22_(Portrait_of_Ross_in_L.A.), no, non puoi separare l'arte dall'artista, perché l'arte richiede una spiegazione che deve per forza includere l'artista.
Quando parliamo di arte in generale, lo puoi separare. Questo per vari motivi. Intanto a volte l'artista non sa quello che sta facendo, quindi è meglio far finta di niente. Al riguardo mi viene in mente Starship troopers, film di cui si parla molto online. Verhoeven dice di aver fatto un'opera satirica sul fascismo, ma questo è assente nel film. Bisogna quindi guardare il film ignorando l'autore*.
Altre volte l'autore ha opinioni opposte dalle nostre, opinioni che noi possiamo ignorare e prendere semplicemente l'aspetto intrattenimento di un'opera. Io non sono fascista e non sono pro palestina, però settembre nero dei 270 bis è una canzone molto bella. Similmente magari l'autore è una brutta persone, però ha fatto un bel film e lo accettiamo. Pasolini era un pedofilo, però ha fatto dei bei film.
Altre altre volte il fastidio che l'artista ci genera, a prescindere dal motivo, è troppo e non si riesce a separare.
Quindi le eccezioni ci sono, però sono soggettive e personali.
*cosa che, mi rendo conto, è molto simile al concetto della morte dell'autore, ma per me distinto. La morte dell'autore si applica nei casi in cui ci sia possibilità di interpretazioni multiple. Esempio stupido il finale di Harry Potter con lui che diventa guardia: rappresenta la fiducia nello stato della Rowling ed una sua redenzione dopo il fallimento durante Voldemort, oppure rappresenta il difensore ultimo dello status quo, perché la Rowling non crede in nulla? boh, ognuno ci può trarre la sua conclusione, quello che la Rowling dice conta fino ad un certo punto perché può essere coping, in denial.