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 No.218162

Come si fa a copare con il tempo che passa?

Non intendo nel senso metafisico di "invecchiare" ma parlo letteralmente dello scorrere delle ore e dei minuti durante la giornata, vanno troppo veloci.

Il sabato mattina mi sveglio, faccio colazione ed è già volata 1 ora, mi lavo ed esco a fare due passi e devo rientrare perché devo spendere almeno 1 ora a cucinare più altro tempo per pulire e rassettare, un abbiocco mentre digerisci e sono già le 16, a quel punto hai solo 3 ore prima che sia il tempo di sedersi a tavola ancora, e poi ripeti il cucinare e lavare tutto, ti guardi un film ed arriva il momento di dormire.

Mi piacerebbe una mattina mandare tutto a fare in culo, prendere la macchina e andare in qualche posto comfy tipo lago o anche un posto a caso che punto su google mappe e mi ci dirigo, solo che torna questa brutta presenza dell'orologio che ticca e tocca, perciò alla fine resto in casa perchè chi me lo fa fare?

 No.218169

File: 1772139999149.png (998.85 KB, 564x701, ClipboardImage.png)

Vuol dire che la mezza giornata al lago deve implicare che per pranzo e cena ti arrangi con un panino della salumeria.

Comunque anche il prepararsi da mangiare e il lavarsi il culo valgono come tempo vissuto. Se li consideri tempo "volato via inutilmente" significa che stai assegnando valore alle sole "esperienze", come le bottane del #mipiaceviaggiare.

 No.218175

>>218169
che ricchione

 No.218176

>>218169
Non ho detto che non gli do valore, dico solo che passano così velocemente che sembra di aver buttato via tempo.

Per esempio, ora sono qui seduto al pc che mi annoio a morte, ho già avuto un mezzo momento di panico e ansia, guardo l'orologio e sono appena le 22:19 mentre vorrei che fossero le 23:30 così da poter andare a dormire.

Non so neanche io cosa mi succede e perché provo così tanta ansia nel dover scandire il ritmo della giornata come se dovessi seguire un copione, fattostà che mi sento alla stregua di un npc in un videogioco che segue la sua routine di azioni over and over.

 No.218181

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>>218176
Il tempo che dedico a me stesso (dal prepararmi cena al bidet allo scaccolarmi fino allo shitpostaggio come adesso) non lo considero perso, anche se desse l'impressione di "passare velocemente".

Il quality time è passeggiare un paio d'ore in un bosco, o altra attività che ugualmente rinfranchi.

Il contrario del quality time è la noia. Ma è fin da bambino che non ho tempo di annoiarmi. Mi hanno appassionato troppe cose, che poi per gran parte ho lasciato a metà. Non riesco ad annoiarmi perché tutte quelle "metà" reclamano la mia presenza, anche solo per un piccolo passo avanti.

 No.218183

>>218181
Siamo molto simili. Anch'io non conosco la noia da molti anni ormai. A volte vorrei annoiarmi ma non ce la faccio, riesco a trovare sempre qualcosa da fare

 No.218192

>>218183
La noia esiste perché si è perso il senso e la voglia nel voler vivere, altrimenti sarei come voi.
Ci sono delle cose che vorrei fare ma alla fine non hanno senso, finisce sempre che perdo tempo per appassionarmi, studiare e diventare esperto di qualcosa per poi non farmene nulla di queste skill e realizzo di aver buttato soldi e tempo, quindi segue il periodo refrattario e poi si ricomincia con la nuova cosa™ sperando di riempire il vuoto che ho dentro.

 No.218197

File: 1772144546725.png (63.2 KB, 500x330, ClipboardImage.png)

>>218192
Bernanos scriveva nel romanzo "L'impostura" che la noia è come la polvere: tutti si agitano convinti di scansarla, ma non appena si fermano un attimo gli si deposita addosso.

L'agitazione, oggidì, è tipicamente il viaggiare. Cioè riempire il tempo facendo cose vantabili agli amici (e sui social). Per due secoli la ricca plebaglia inglese, verso la fine dell'adolescenza, faceva il Grand Tour, con meta preferita l'Italia, per motivi culturali e storici. Una volta rientrati nella perfida Albione, avevano finalmente uno sguardo più ampio sul mondo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour



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