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 No.216123

Anon si decostruisce?

 No.216124 RABBIA!

Vorrei tanto sapere quale mente ebraica abbia partorito il concetto di "decostruzione maschile"

 No.216130

Mi chiamo Valerio, ho 38 anni, e sono fermo nel corridoio della nostra nuova casa, con due calici di Prosecco in mano che stanno diventando caldi, mentre guardo la schiena di mia moglie Elena che fuma sul balcone con la sua migliore amica, separate da me solo da una zanzariera e da tre metri di vuoto che le mie orecchie stanno purtroppo colmando con ogni singola parola.
Abbiamo firmato il mutuo trentennale ieri. Trent'anni. Una vita. Stasera festeggiamo. C'è musica di sottofondo. Gli ospiti sono in salotto. Io stavo portando da bere alla donna della mia vita.

«Allora?» chiede l'amica, Sara. La vedo aspirare fumo. «Sei felice? La casa è stupenda.»

Elena sospira. È un sospiro lungo, grigio, che si perde nella notte. Mi fermo. Il mio istinto mi dice di tossire, di fare rumore, di palesarmi. Ma resto immobile. Sono un ladro a casa mia.

«Sono… serena.» risponde Elena.

Serena. Non felice. Serena. È la parola che si usa per il meteo, non per l'amore della vita.

«Valerio è un uomo d'oro.» continua lei. «Davvero. È gentile. È solido. Mi adora. Non mi farà mai soffrire come ha fatto Marco. Con Marco era un inferno, non sapevo mai se sarebbe tornato a casa… ma Dio, Sara, quando mi guardava mi sentivo bruciare viva.»

Le mie mani stringono i calici. Il vetro sottile rischia di esplodere. Marco. Il suo ex storico. Quello che l'ha tradita tre volte. Quello che lei dice di odiare.

«E con Valerio?» chiede Sara, voce bassa. «Non bruci?»

Elena ride. Una risata amara, piccola. «Con Valerio… riposo. Valerio è il mio porto sicuro. Sono stanca delle montagne russe, Sara. Ho quasi quarant'anni. Voglio qualcuno che mi porti la colazione a letto e paghi le bollette in orario. Valerio è perfetto per… per invecchiare insieme. Non sento le farfalle nello stomaco quando entra nella stanza, no. Ma forse le farfalle sono sopravvalutate, no?»

Forse le farfalle sono sopravvalutate. Eccola lì. La sentenza. Io sono la "scelta sensata". Sono il maglione di lana comodo che indossi perché fa freddo, non l'abito da sera che sogni di mettere. Sono quello che paga le bollette. Quello che porta la colazione. Sono il custode della sua tranquillità, non l'incendio della sua passione. Lei mi ama? Sì, a modo suo. Mi ama come si ama un divano comodo. Ma non mi desidera. Non "brucia". Se Marco tornasse domani, cambiato, redento… io sparirei in un secondo. Lo so io, e lo sa lei.

Sara spegne la sigaretta. «L'importante è che tu stia bene, El.». «Sì.» dice Elena. Si gira verso la vetrata. «Sto bene. È la scelta giusta. La scelta adulta.»

Vedo che sta per rientrare. Ho un secondo per decidere. Posso entrare, urlare, spaccare i bicchieri, dirle che non voglio essere il suo piano pensionistico emotivo. Posso dirle che merito di essere l'incendio di qualcuno, non l'estintore.
Ma poi guardo il salotto. Guardo le foto del nostro matrimonio. Guardo questa vita che ho costruito con fatica. Io la amo. La amo disperatamente, anche se so di essere il secondo classificato nel suo cuore. E ho troppa paura di perderla.

Faccio due passi indietro, veloce. Fingo di arrivare adesso dalla cucina. Faccio rumore con i piedi. «Eccoci!» dico ad alta voce, con un sorriso che mi strappa la faccia. «Chi vuole brindare?»

Elena apre la porta finestra. Mi vede. Mi sorride. «Amore, eccoti.» dice. Viene verso di me. Mi dà un bacio sulle labbra. È un bacio dolce. Tiepido. Un bacio "sereno". Io lo accetto. Bevo il veleno.

«A noi!» dico, alzando il calice. «A noi.» risponde lei.

Mi chiamo Valerio, e stasera ho brindato alla mia condanna: passerò i prossimi trent'anni accanto a una donna che mi ha scelto non perché ero il migliore, ma perché ero quello che faceva meno male.

 No.216131 RABBIA!

>femminista internazionale
Forse voleva dire "intersezionale"… 0/10

 No.216132

Proprio da falliti decostruiti andare su ste cazzo di app di dating porcodio.

 No.216135

Solitamente queste si mettono con gli scarti dei centri sociali che poi diventano i loro "malesseri" perché le trattano come sborratoi ma non vogliono lasciarli

 No.216139

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