>>212604Non so con esattezza, ho iniziato ad avere attacchi di panico a 16 anni e da lì in poi progressivamente è peggiorato tutto e sono iniziati sintomi come stanchezza, dormire tantissimo e stare su di notte ai videogiochi, mancanza di voglia e obbiettivi, e così via.
Quando ero piccolo ero già solitario e arrabbiato, alle elementari ho subito delle violenze psicologiche da una maestra che non fu denunciata perché non mi credeva nessuno, però poi in seguito si seppe che fu allontanata dalla scuola nella quale andò ad insegnare.
In breve: ero un bambino estroverso che rideva e faceva casino, non mi piegavo ciecamente alle imposizioni e rispondevo anche alle maestre, quindi una di loro mi ha preso di mira e mi umiliava costantemente mettendomi ore e ore nell’angolino in classe facendomi deridere dai compagni, mi dava tante note e chiamavano spesso i miei genitori ai colloqui, genitori che poi si incazzavano con me e mi prendevano a schiaffi e castighi vari, poi i bambini videro come funzionavano le cose e che io ero capro espiatorio ed iniziarono a darmi la colpa delle cose che facevano loro perché tanto sapevano che prendevo io la colpa, ero tipo bart Simpson, e una delle maestre sapeva tutto e sapeva della Troia che mi maltrattava ma stava zitta perché era omertosa, finché un giorno parlò con i miei genitori e gli disse per il mio bene di cambiarmi scuola.
I compagni di scuola dell’epoca erano tutti bambini del quartiere, tantissimi gente di chiesa, e da allora rimasi segnato come bambino coglione problematico e almeno in due occasioni dei genitori ultra bigotti in pubblico negli anni della prima media mi chiesero (quando ero solo ovviamente) se fossi ancora il “vecchio Luca cattivo” o se fossi cambiato, inutile dire poi che ritrovando gli ex compagni alla scuola media in quartiere restai con l’immagine delle elementari.
Alle superiori andai in scuola che fu in altra zona di Milano ma oramai il danno era fatto, ero un adolescente timido e chiuso che aveva paura del giudizio, era incapace di fare gruppo fuori dai suoi 2-3 amici storici, e progressivamente persi tutto il mio carattere diventando vuoto e silente.
La cosa peggiore? La stessa sorte tocco anche nei confronti dei miei familiari e nonni, che per il resto della loro vita mi dissero e continuano a dirmi che una volta ero un bambino così solare mentre ora mi sono arreso e che questa cosa li fa soffrire.
Mio nonno è morto a luglio quando ero appena tornato a casa dall’ospedale post intervento, l’ultima volta che lo vidi vivi fu 2 giorni prima del ricovero ma era sedato e non so se mi percepiva anche se gli ho tenuto la mano, comunque a settembre 2024 poco prima di allettarsi definitivamente mi prese una mattina che andai a trovare lui e la nonna e mi fece un discorso, evidentemente sapeva che stava per morire, dicendo in modo non cattivo ma fermo che lo avevo deluso e che voleva che stringessi i denti e mi rialzassi anziché essere quasi quarantenne solo senza figli, lavoro e amici, mi sono messo a piangere tornando a casa quel giorno e lui morì con il dispiacere.
Qualche tempo fa svuotando i mobili nella sua stanza studio, ho trovato una specie di “dossier” con dentro stampate le mie recensioni di auto lunghissime che non si sa come ha pescato dai forum dove le mettevo (ha stampato tutte le pagine inclusi i post della gente kek), c’erano perfino le pagine dei miei video YouTube dove una volta mi filmavo mentre suonavo, poi c’erano altre cose in cui la copia di una lettera che aveva scritto all’azienda per la quale lavoravo durante Expo, oggetto “nonno preoccupato”, dove chiedeva a loro se fosse possibile assumermi perché cercavo lavoro e che ero un bravo ragazzo responsabile e lui era preoccupato perché voleva che avessi un buon futuro.
Quella lettera non sapevo neanche che esistesse e prova che mio nonno mi ha voluto un bene della madonna mentre io per quasi 20 anni non andavo mai a trovarlo se non la domenica a pranzo con i miei, gli rispondevo a monosillabi e non parlavo perché sono troppo timido ed ero a disagio a restare con lui o con la nonna da solo, dopo tutto ciò che ha fatto per me.
Penso possa bastare.