>>216631certe stronzate dell'UE purtroppo hanno senso, ma per coglierlo bisogna guardare da un piano più alto
fase 1: importiamo cineserie anche per quanto riguarda i vestiti
fase 2: i vestiti invenduti vanno al macero
fase 3: il macero è un costo (di soldi, di spazio, di risorse) solo perché per fretta di vendere vestiti i cinesi ci mandano anche la merda invendibile
fase 4: il costo si riversa sul cliente finale – dato che il rapporto venduti/invenduti è cresciuto da 90:10 a 80:20, il mancato incasso di quei 20 viene spalmato sugli 80 (alzando i costi e riducendo la qualità e aumentando la quantità di abiti/scarpe da importare l'anno successivo)
fase 5: essendosi ridotta la qualità, il rapporto venduti/invenduti dell'anno successivo finirà a 70:30
(vale per molte altre robe, eh, non solo vestiti)
>bisogna essere green! pannelli solari! auto elettriche!risultato: i pannelli li fanno solo i cinesi, le batterie le fanno solo i cinesi, le materie prime ce le hanno solo i cinesi, chi produce in USA/UE dipende tragicamente da forniture cinesi
in pratica il "green" è stato una tripla fregatura:
1) indiani, cinesi e merigani continuano a inquinare il pianeta (e lo scambio merci - e le correnti marine, e tante altre cose - portano comunque il loro inquinamento fin qui)
2) prodotti e tecnologie del "green" ce li vendono solo i cinesi (o i merigani che comprano dalla cina per venderli a prezzo più alto a noi fessi)
3) quando compri sei "green", ma alla fine del ciclo di vita (di una batteria, di un pannello, ecc.) hai un costo notevole di smaltimento (per adesso li spediamo in paeselli africani che per quattro spiccetti sotterrano la monnezza da smaltire)
>pic intesa a deragliare il thread